Core/Gui = l'applicazione perfetta

On 14 February 2010, in Linux, Riflessioni, by Zell_89

Usando Linux c’è da imbattersi in programmi scritti con librerie diverse da quelle usate dal DE (ovviamente parlo principalmente di gtk+ e Qt), e queste applicazioni sempre fanno esteticamente a pugni con l’ambiente circostante, nonostante si usino applicazioni esterne che permettono di arrangiarsi per quel che si può (uso qtcurve e gtk-kde4 per le applicazioni gtk) ma il risultato comunque salta all’occhio, e se su kde le cose vanno un pò meglio, su gnome un programma in qt è allucinante. Quale strada intraprendere quindi? Una soluzione, diciamo la più fattibile sarebbe quella di staccare il core dalla gui: prendiamo ad esempio Gimp, è scritto in C, e l’interfaccia in gtk+ (sempre C) perchè non continuare a scrivere il core in C e l’interfaccia in un linguaggio che si possa adattare a tutti  desktop come il Python? Staccare questi due componenti non significa solo maggior pulizia del codice, ma vantaggi per entrambi gli sviluppi: una parte degli sviluppatori continua a sviluppare il core senza preoccuparsi della gui, quindi lo sviluppo può essere più veloce e può comprendere più features; una piccola parte di persone si occupa di fornire l’interfaccia al core, usando python che si integra perfettamente col c e la sua flessibilità permette di creare gui diverse utilizzando librerie diverse ma lo stesso linguaggio, e guardando oltre a gnome e kde si può fornire un’interfaccia anche a E17, a Windows e a Mac, usando la stessa base. Purtroppo serve una guida all’interno dei progetti che, più che saper programmare, deve saper gestire gli sviluppatori in base alle loro capacità e nel panorama Open difficilmente si sono viste persone capaci di ciò.

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