Il 25 ottobre è un giorno che rimarrà nella storia di Aulla, di Brugnato, di Borghetto Vara, di Vernazza e di Monterosso. C’è da chiedersi perché qui io non scriva di Linux o OSS. Abito a 7 chilometri da Aulla, ho amici e parenti che abitano o lavorano la. Abito anche a 40 chilometri da Vernazza, dove conosco più o meno tutti.
Il fango. Parlando di Aulla, poiché è la realtà a me più vicina, la parte nuova del paese è stata costruita praticamente sul fiume. Alcune parti tipo parcheggi dei condomini o supermercati sono anche sotto il livello, infatti erano frequenti gli allagamenti. Ma veniamo ai fatti, il Magra causa le forti piogge che hanno colpito le zone vicino alla sorgente è aumentato vistosamente di volume ma qui ci siamo abituati, non ci si fa neanche più caso. Intorno alle 18 e 15 Il livello era li li per superare gli argini, poi la botta, un’onda. Gli argini hanno ceduto (ma di questo ne parlerò più avanti), tutto Viale Lunigiana e Viale Resistenza sono stati inondati da almeno un metro e ottanta cm d’acqua nella parte più periferica e mezzo metro nella parte più centrale. Per non parlare del quartiere Matteotti, dove li il fiume è proprio entrato nelle case.Acqua e fango, sopratutto fango. Questa melma marrone ha il potere di rendere praticamente inservibile quasi tutto ciò che tocca, montagne di roba da buttare c’erano ad Aulla nei giorni successivi. Auto, mobili, congelatori, vestiti, arredi, ecc. ecc.
Le lacrime. Due morti, anni di lavoro distrutti in mezz’ora, case e negozi da ricostruire, una microeconomia che si spera possa riprendersi, probabilmente non in tempi brevi, che non solo lascia Aulla”nel fango” , ma anche molti paesini vicini che avevano nel comune un punto di riferimento sociale ed economico.
Il sudore. Si spala, con ogni mezzo, si cerca di aiutare come si può, qui arriva gente dai paesi vicini, ci sono anche molti curiosi che possono anche rimanere dove sono, le gente però non si è persa d’animo, molti con la consapevolezza di aver perso tutto hanno preso una pala, sperando di rimettere tutto a posto, di svegliarsi senza che niente sia successo.
La rabbia. Gli argini sono venuti giù come carta velina,alla fine non è che cambi molto perché l’acqua li avrebbe superati da tanto che era alta, ma vedere un muro di un centinaio di metri senza neanche un filo di ferro, appoggiato sulla terra, bè, te li fa girare a bestia. Sono arrivati nel 2001 6 milioni di euro per fare quel muro, ne avranno usato 1, forse. Che dire della diga di Teglia? Sinceramente non voglio sbilanciarmi, ma da come la questione sollevata dagli abitanti sia stata zittita subito dai mass media, posso immaginarmi bene cosa sia successo, oltretutto la diga ha già fatto il suo nell’alluvione dello spezzino l’anno scorso, e oltretutto so anche che è comandata a distanza. La gente di Aulla è incazzata, ed ha ragione, perché la sicurezza dei cittadini, da parte di chi governa dovrebbe, anzi, deve, venire prima di tutto.




















