Fango, lacrime e sudore. E rabbia.

On 10 November 2011, in Senza categoria, Varie, by Zell_89

Il 25 ottobre è un giorno che rimarrà nella storia di Aulla, di Brugnato, di Borghetto Vara, di Vernazza e di Monterosso. C’è da chiedersi perché qui io non scriva di Linux o OSS. Abito a 7 chilometri da Aulla, ho amici e parenti che abitano o lavorano la. Abito anche a 40 chilometri da Vernazza, dove conosco più o meno tutti.

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1955-2011

On 8 October 2011, in Riflessioni, Senza categoria, by Zell_89

Inutile dire quello che è già stato detto da tutti i mass media del globo. L’immagine parla chiaro. La dipartita del buon vecchio Steve ha causato i soliti commenti sulla sua persona e i soliti mille mila link del suo famoso discorso su faccialibro, come se nella vita non avesse fatto altro. Oggi non sono qui a tessere elogi e quant’altro, sono qui per dire la mia personale opinione su un certo commento del solito RMS. Da buon integralista sfegatato fanboy e chi più ne ha più ne metta, lo zio Riccardo ha detto:  “Nobody deserves to have to die – not Jobs, not Mr. Bill, not even people guilty of bigger evils than theirs. But we all deserve the end of Jobs’ malign influence on people’s computing.” Ora, a me non è che sia mai piaciuto un granché Jobs (riconosco che è stato un grande uomo di marketing, uno che ha saputo osare e innovare, insomma, avrei voluto avere una vita come la sua) qui c’è fare anzitutto i complimenti a zio Ric, per la sua incredibile mancanza di tatto e sensibilità, secondariamente voglio arrivare subito al succo del discorso: non ti piace Apple e la sua filosofia? Non usi niente di quello che produce! Non ti piace Microsoft? Non usi Windows o la Xbox! Non ti piace Linux? Non lo usi! Non ti piace Haiku? Non lo usi. Punto. Il resto è fuffa. La libertà degli utenti e le menate varie sono cazzi loro, usando un prodotto Apple accetti anche quello che la compagnia ti impone, altrimenti aria, ci sono nmila aziende che producono quello che produce Apple. Non ho mai capito tutta questa ostilità del mondo Open verso Apple, se decide di essere Closed lo è, che poi morirà perché l’open è meglio cazzi suoi.

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Cambio lavoro, cambio vita

On 6 July 2011, in Senza categoria, Varie, by Zell_89

Da 27 giorni sto su una nave, aggiusto, sono carpentiere. Un cambio di vita dato dalla necessità di cambiare aria e mettere da parte un gruzzoletto, si guadagna bene qui. Il mio unico accesso al mondo sia virtuale che non è il mio aifon3gs, quindi almeno fino a metà agosto ho un po’ di difficoltà a scrivere qui, anche tenermi informato non è facile. Ho il vecchio portatile ma senza i pacchetti per connettere lo aifon. Però ho almeno la possibilità di ragionare prendere appunti e appena sarò a casa essere pronto a scrivere qualche post. A chi mi segue auguro una buona estate.

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Unity, ovvero: come darsi la zappa sui piedi.

On 21 April 2011, in Gnome, Linux, by Zell_89

Il titolo può essere fuorviante: io non ce l’ho con Unity, anzi, è solo un gnome 2 pasticciato (nel senso buono); mi convince si e no, ecco una cestinata di punti a favore e sfavore

1. I comandi sul pannello

Indubbiamente avere tutta la finestra per noi con decorazioni mangia spazio e menubar tutto nel pannello è cosa buona e giusta, perde senso su un desktop ma comunque si ha spesso bisogno di un’applicazione che sfrutti tutto lo spazio (Blender? Gimp?) e comunque essendo tutto su una riga è molto accessibile, si, finché si resta su un’applicazione massimizzata però: usare gedit (tanto per dirne uno) nella zona in basso a destra con la menubar da tutt’altra parte non è proprio il massimo. Non capisco poi come mai debba sparire il titolo della finestra o venire parzialmente coperto, se lo spazio c’è inutile farlo.

 

2. La dock

La dock è funzionalmente ottima, sparisce quando scassa i maroni e si fa vedere subito avvicinando la freccetta a sinistra o nel pulsante, (si quello li in alto a sinistra col logo di Ubuntu, sarà bene trovargli il nome), esattamente come deve fare. Il drag & drop delle applicazioni funziona benissimo, come pure aprire un file: chissà per quale arcana forza soprannaturale, prendendo un png e trascinandolo sulla dock le icone si spengono e rimane accesa solo quella di Gimp! It’s magical!

Per lavorare è ottima, è accessibile e occupa uno spazio che solitamente sarebbe praticamente morto, invece di sprecare quello in basso, dove non ce n’è mai abbastanza. Quello che mi fa quasi ribrezzo è la dock stessa, insomma, è piuttosto brutta. Prendi un pannello ci schiaffi su delle icone squadrate (male oltretutto), senza un fottuto bordo, metti un’effettino di illuminazione penoso al click, che riconosce il colore dell’icona (si, come lo Smooth Tasks) e la sbatti di default al posto dell’ elegantissimo Gnome 2: ecco la dock! Dovrebbe essere la parte più rifinita del desk, dovrebbe; tre effetti in croce, pixel messi tanto per fare (basta guardare le icone “Applicazioni” e “File e Cartelle”) e niente blur, in compenso però le animazioni sono abbastanza ben fatte parlo dell’icona che spunta fuori a dock nascosta e l’effetto pila per quando siamo pieni di icone fino a scoppiare. Non mi dilungo più di tanto sulle opzioni che offre la dock perché non ce ne sono.

Dulcis in fundo la Dash, manca solo di quattro cose: un’animazione per l’apertura, una per la chiusura e un menu a tendina decente (nell’immagine “Tutte le applicazioni”, meglio tenere il mouse lontano), per il resto è pratica, pochi click o due pigiate e trovi tutto molto velocemente (la ricerca è pressoché istantanea) e pure ben organizzata, l’integrazione con Zeitgeist ci piace. Ho scritto 4, manca in effetti una cosa: opzioni, cosa che manca in tutto l’ambiente.

3. La Dash

Conclusioni: quello che francamente mi risulta difficile comprendere è la scelta di introdurre uno nuovo spazio di lavoro, evidentemente ancora a pezzi, sopra quella che è LA distro di riferimento per chiunque si affacci a questo mondo, e su questo punto potrei essere sommerso di insulti ma oggettivamente è così. Capisco bene che buttarsi subito su Gnome 3 per la distro più in vetrina è una scelta sicuramente coraggiosa, fattibile ma pur sempre coraggiosa, voler buttare fuori Unity così, dopo pochi mesi di sviluppo con praticamente possibilità di personalizzazione uguali a 0.1 è però una scelta ancor più coraggiosa. Senza contare l’avvento delle Gtk 3 che porterà inevitabilmente ad una riscrittura/adattamento dell’”unità”, insomma, si poteva benissimo aspettare 6 mesi e intanto lavorare sul look & feel che sembra abbastanza carente.

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“A volte ritornano” cit.

On 21 February 2011, in Kde, Linux, by Zell_89

No, non mi sto riferendo ai racconti di King, ai calli, ai brufoli o alle ex ma semplicemente al buon vecchio Raptor, sostituito a tempo indeterminato da Kickoff, che non è mai piaciuto, ma col tempo ogni utente di Kde si è abituato, anche perché non ci sono molte alternative. Raptor è stato in fase embironale (e ci sarebbe ancora, se…) per anni, fino a un giorno in cui lo sviluppo si è arrestato, curioso di cosa poteva essere andato storto, ho chiesto informazioni al gentilissimo e disponibilissimo Riccardo Iaconelli, mantainer del progetto.

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Elegantly yours.

On 29 January 2011, in Kde, Linux, by Zell_89

Stavolta è arrivata senza intoppi ne ritardi, ovviamente sto parlando della versione 4.6 del desktop environment con la K, ho avuto modo di seguirne lo sviluppo provando tutte le release in via di sviluppo ed ora che è stabile mi preparo per una piccola recensione riguardante le novità introdotte:

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Pardus: una buona distro, peccato che…

On 5 January 2011, in Kde, Linux, by Zell_89

Anzitutto buon anno a tutti, una bella settimana a Roma non mi ha permesso di postare, quindi li faccio ora. Pardus è una distro turca, sviluppata dall’ Istituto di Ricerca Elettronica e Criptologica Nazionale Turca, cominciata nel 2005, ora è attualmente alla versione 2011 (rc), distro indipendente, presenta tool interessanti ed in parte rivoluzionari, un buon impacchettamento di Kde ed una velocità invidiabile, e questo già lo renderebbe una signora distro, non è però tutto oro quel che luccica, ma andiamo con ordine:

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KOffice R.I.P.

On 8 December 2010, in Kde, Linux, by Zell_89

Non è una novità per chi segue da vicino lo sviluppo di Kde e di tutti i progetti  correlati, poco più di un mese fa sulla mailing list del progetto un pezzo grosso di KOffice come Cyrille Berger aveva annunciato (un’occhiata non fa mai male) la decisione presa in comune accordo dal team di dividersi in 2 KWord e tutto il resto, ora, visto che la frittata è stata fatta, da parte di “tutto il resto” si attendeva solo l’annuncio sul futuro, sul cosa sarebbe nato, ed ecco che, magicamente, è stato annunciato quello che ci si aspettava cioè una nuova suite, o meglio un nuovo nome per la suite, ovvero Calligra Suite, con una nuova nomenclatura anche delle parti che la compongono:

Productivity applications:
Words Word processor; new, but evolved from KWord
Tables Spreadsheet program, previously known as KSpread
Stage Presentation program, previously known as KPresenter
Flow Flowchart program, previously known as Kivio (will be released in the next version)
Kexi Database application like Microsoft Access
Management applications:
Plan Project management, previously known as KPlato
Graphics applications:
Krita Drawing application for multi-layered pixel-based images
Karbon Drawing application for multi-layered vector images

curioso notare come pian piano i nomi delle applicazioni con la K stanno scomparendo, Kde si stia spostando massivamente anche verso altri tipi di terminali come tablet e device mobili, ed è proprio verso questi nuovi dispositivi che il progetto Calligra si sta spostando, c’è evidentemente anche interesse da parte di Nokia in questo, visto che è previsto un parco programmatori sempre più ampio, con conseguenti nuove applicazioni, e si vocifera un porting sui telefoni della casa finlandese. Calligra Office Engine  sarà la base per sviluppare nuove applicazioni. Carino il nome, e sicuramente ci sarà più attenzione da parte della comunità, ma una questione rimane in sospeso: il team di KWord che fine ha fatto?

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Road to Kde 4.6: beta 1

On 5 December 2010, in Kde, Linux, by Zell_89

Eccoci, dopo mesi di attesa, il primo pezzo di Kde 4.6 è giunto, ovviamente non ci sono feature imponenti ma solo rifiniture, miglioramenti ed ottimizzazioni. Riuscire anche solo a vedere il blur del pannello è stata impresa ardua, ormai le distro che pachettizzano le bete e le errecì (in tempi record) sono openSuse ed Arch, e dopo diverse disavventure ora sono tranquillamente operativo su Chakra, dopo esser passato per il camaleonte. Ma eccolo in tutta la sua beltà:

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Road to Kde 4.6: activity manager.

On 4 November 2010, in Kde, Linux, by Zell_89

Ogni giorno ci si avvicina a Kde 4.6, e spesso alcune delle novità in via di sviluppo fanno felicemente capolino da questo o quel blog di qualche sviluppatore, oggi tocca alla gestione delle attività, eccola, direttamente dal blog di Ivan Čukić: cominciamo dal nuovo demone kactivitymanagerd (KDE ActivityManager Dæmon), nato sulla base di kded e Nepomuk, è stato scritto da 0, permettendo stabilità e migliore menutenzione; la configurazione ora passa direttamente per un activity manager (probabilmente inserito nell’apposita barra delle attività), a prova di niubbo:

Piccolo particolare: senza Nepomuk non si possono cambiare le icone.

Altra novità sono i templates, ovvero comode attività preconfigurate:

Essendo codice giovane ha ancora bisogno di rifiniture, c’è ad esempio il problema cha ancora non si riesce a differenziare l’attività in uso dalle altre:

A parte ovvia immaturità del codice sembra una soluzione ben studiata, sopratutto usabile e facilmente accessibile, anche se attendo una prova su strada (aka beta 1) prima di esprimermi in giudizi.

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